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Utente: aliceydulcinea
Nome: Io pazzadonnabambina
Mi hanno detto di ragionare con la testa, ma la testa, come il cuore,è un'inutile guida............

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martedì, 23 giugno 2009

Passi nella Notte

             Clint Mansell, Requiem for a Dream  



Sto conoscendo sempre più la solitudine e non l’amo!
Emarginarsi
…spalle alle corde e tutto si allontana.
Il tempo è inarrestabile, veloce e senza indecisioni, non ci sono luci che indicano il percorso, non ci sono soste né intervalli per riprendere fiato, non c’è un ponte per superare lo stretto…acque gelide e scure, silenzio e tenebre che spaventano il più pavido dei cuori.
Il silenzio può essere rumore sgradevole, mistero di grida e suoni, il non rumore è chiasso, stridore, interminabile tensione.
Da tempo conosco le mie paure e i timori, la mia anima troppe volte è fuggita dal mondo cercando le parole dell’incoscienza, quante frasi dette al vento, quante lacrime impazzite tra l’indifferenza degli sconosciuti…nostalgia del mio modo d’essere donna, stupida nostalgia di un passato ormai remoto e finito nel buio di occhi senza luce.
Ho freddo, strani rumori dentro la mia testa, scricchiolano le travi sconnesse, echi di suoni lontani, il deserto assorbe la mia voce, annulla emozioni, il corpo si lascia portare dal vento caldo e dalla sabbia, gli occhi bendati da polvere e sudore nascondono il pianto, il cuore si fa forte attraversando il dolore.
Solitudine abbandonata lungo il bordo della strada, passano luci, motori, solitari viandanti coperti di fango e di grigi pensieri, scarpe senza suole che strofinano il terreno…
 
postato da: aliceydulcinea alle ore 00:28 | link | commenti (14)
categorie: emozioni, , essere donna, fogli sparsi
giovedì, 21 maggio 2009

Dedicata...



        Put A Spell On You, Nina Simone  



Scrivo al riparo della solitudine lungo un percorso fatto di parole che si fanno tormento e si interrompono sulla soglia del cuore. Seduta ai margini di un foglio, lascio filtrare voci tra le rughe marcate dalla malinconia.
Nell’oscurità di un trasandato emporio agonizzano abiti dismessi, vecchi stracci di lana, caldi nel tepore discreto e tenero, stracci ammucchiati alla rinfusa nell’ospizio dell’animo, ripiegato e replicato limite come corda che scende e si avvolge per risalire con circolarità.
 Camminiamo verso territori sconosciuti da percorrere, attraversati da chi ci ha preceduto, calpestiamo orme ancora vergini, vuote di sogni e desideri, ombre brevi come il passato, oblio di ricordi e di malinconie irrisolte.
 L’essere e il non essere comprese, gli errori, gli accadimenti vari nel loro divenire, tutto riflesso in uno specchio, culla che accoglie il dono della vita, dimenticato premio dell’egoismo umano.
Felice di quel mondo che credevo mio e che ti offrivo, certa che i miei anni lo avrebbero difeso e conquistato, gustando la dolcezza amara della vita.
Sfido gli altri e me stessa, vivo respirando il tuo male ed assaporo i sogni raccolti nell’oscurità di uno sguardo, rimpiango gli istanti che ci hanno separato, insolito presagio di un’incerta fine.
Raccattiamo rifiuti in paradisi inutili, appassionate amanti tradite dal loro stesso amore.
Sole in questa confusione di tenebre e luci, legate in un groviglio indissolubile, sole in questo nostro incerto andarel’alba si insinua per un ultimo viaggio, non ci sarà più tempo…per loro che non credono e non vivono, per te che mi fai male, per me che continuo ad amare, abbandonata ai sobbalzi di parole inutili, nel variopinto vagone naufragato tra i binari di periferia.
 

postato da: aliceydulcinea alle ore 19:39 | link | commenti (48)
categorie: emozioni, anima, nina simone
giovedì, 30 aprile 2009

Schizzi fiorentini, San Jacopo e dintorni


                                Procul Harum, A Salty Dog  
 
                                   



Ricordo ancora il mio primo invito a pranzo, intimorita da tutto quel lusso e dal “sovrappiù” che non conoscevo affatto; arrivavo da un piccolo paese delle Marche e devo dire che la mia timidezza non mi aiutava di certo con quei giovani annoiati e ben vestiti.
La mamma salutandomi, mi aveva ricordato - Mi raccomando salutami la Contessa - ed io, che addirittura non riuscivo a trovare il portone tanto era ampio ed importante il suo affaccio sul Lungarno, mi ritrovai ad essere in ritardo. 
N
on riuscivo a capire come un palazzo talmente grande potesse ospitare i familiari di un’amica di mia madre e, mentre salivo le scale, mi chiedevo che cosa avrei detto, se il mio abito fosse consono all’invito, se le mie Chanel rosse col fiocco di nero gros gren si sarebbero mimetizzate con i marmi variegati del pavimento…se non sarebbe stato meglio fuggire, piuttosto che restare facendo finta
di niente.  
Mentre c
amminavo con Elisa lungo l’Arno costeggiando via de’ Guicciardini…ripensavo a quel pranzo che, in fin dei conti, non mi aveva dato nulla, né amici, né compagni, né giovani come me, ricordo solo una folle corsa su un’auto sportiva verso l’Abetone, l’aria greve dal fumo di troppe sigarette ed infine la mia fuga strepitosa alla conclusione della serata dopo il rito dei saluti.  
N
on ricordo i loro nomi, ma, forse, loro ricorderanno una ragazza troppo alta e esile con un cappottino pie de poule e scarpette rosse col tacco a rocchetto, dai capelli cortissimi sparati verso il cielo e dagli occhi grandi e dolci.
I
o ed Elisa, attraversata piazza de’ Frescobaldi, ci avviammo per l’acciottolato un po’ sconnesso del Borgo…il Borgo, già il solo pronunciarlo riscalda il cuore, pensi a volti amici che si affacciano dalle botteghe, pensi alle risate che riempiono le traverse laterali di suoni, voci, colori.
L’oscurità si apriva sulle case torri, sulle botteghe, sui vecchi portoni per allungarsi al piccolo porticato; il loggiato era chiuso da cancelli ed era sorretto da quelle colonne che racchiudevano quel piccolo spazio intriso di storie trascorse da raccontare sottovoce...   
La luce difficilmente riusciva a filtrare attraverso le case vicine, ma quel piccolo portico continuava sempre a meravigliarci. Eravamo molto spesso sotto la sua ombra a disegnare, a schizzare particolari 
ed insiemi, a volte poi riuscivamo ad intrufolarci all’interno ed allora ci sentivamo padrone di spazi unici ed assoluti, universi che non tutti potevano godere.
Ricordo il professore di Stilistica “Montiholo”, piccolo di statura, di carattere allegro e scaltro che continuava a sorridere per questa “nostra cotta”, quest'innamoramento per quel luogo nascosto che si apriva in modo modesto e sottomesso verso una strada solitamente in ombra.
E poi, quando camminavamo per lungarno Acciaiuoli, era una consuetudine dolce fermarsi ad osservare l’affacciarsi della chiesetta sul fiume, due occhi a conchiglia rotondi che scrutavano l’umano andare e le storie. Ai lati dell’absidiola, che si immergeva nell’acqua con due piccole arcate, il campanile svettava alto, silenzioso, come un piccolo elemento a sé stante…“la chiesa col culo in Arno”, così era solito chiamarla il Bardi e noi confuse se ridere a crepapelle o sorridere con eleganza…che cosa aveva di particolare che continuava ad affascinarci così?
La sera il suo profilo incamerava l’innalzarsi e l’abbassarsi delle case vicine sulle increspature dell’acqua; mentre noi, sulla spalletta del fiume ad osservare, a disegnare, a raccontare di noi e del nostro futuro.
Eravamo molto amiche io, Elisa ed Antonietta, ma poi restammo solo due, il ricordo di Antonietta dilegua piano con il suo naso sbarazzino, con i capelli biondi che, svolazzando leggeri, incorniciavano un viso dolce e sensuale e quel suo “eterno fidanzato” che appariva come un ombra scura, all’improvviso, eternamente geloso e possessivo, tanto da farle interrompere gli studi.
Memorie che non svaniscono con il trascorrere dei giorni, che mettono radici in profondità, che provocano emozioni e fanno solletico al cuore, quello strano stimolo che ci prende anche quando ci innamoriamo, quel battito di ali di farfalla che non trova vie d’uscita.
Adesso vorrei passeggiare lungo le vie del Borgo, leggere i nomi delle strade che si affacciano sui miei passi: via Toscanella, via de’ Velluti, via dello Sprone e poi, ancora a schizzare sogni e reale su quei muri caldi di tepore primaverile, mescolando passato e futuro, futuro che ormai è solo presente, un presente che si amalgama con il rumore dei nostri passi che si incamminano sempre più lentamente verso via Santo Spirito e poi ancora verso borgo san Frediano, verso il nostro essere stati giovani e felici.

 

 


postato da: aliceydulcinea alle ore 01:46 | link | commenti (37)
categorie: ricordi, schizzi fiorentini
lunedì, 20 aprile 2009

Schizzi fiorentini, borgo san Frediano





Otis Reding,  I've been loving you too long to stop now   

 




Il borgo e le sue vie, le facciate delle case nella penombra calda di sole, i balconi che filtravano aromi improvvisi da vecchie ringhiere, sonorità colorate proiettavano dissonanti armonie sulle vie sottostanti. Via santa Monaca e via dell’Ardiglione sembravano accompagnare i silenzi e la serenità del nostro andare: Nasser, Mohammed, Alì, la loro ombra si rifletteva sui nostri corpi, Maria, Elisa, Giusy ed io…ma può riflettersi un’ombra?
Il lampione espandeva una, due, cento volte i sorrisi, il nostro essere felici, la gioia esplodeva nell’azzurro cobalto della sera inseguendo la musica ed incalzando innocenti abbracci.
Via dei Serragli e ancora, via del Campuccio, passi morbidi e cadenzati su stretti marciapiedi sbreccati, passi che rallentavano per seguire i nostri pensieri, per scortare sogni e fantasie prima di giungere al nostro rifugio. Lo stretto portone si apriva in un oscuro e basso ingresso che accoglieva i nostri corpi rannicchiati: ci sentivamo smisurati, grandi nel nostro essere giovani, grandi nel sentire la bellezza dei nostri cuori, grandi nel provare forti emozioni…
Scale ripide e strette facevano da cassa acustica ancor prima di giungere al “nostro circolo” illuminato a giorno, spalancato su quel vecchio pianerottolo, non lontano dal Pitti, in un vicolo, non ricordo quale. Qui i miei amici arrivavano a piccoli gruppi, anticipati dalla sonorità del loro idioma che si confondeva subito con la musica ininterrotta dei dischi di vinile colorati. Love Me do, She Loves You, Try Me , I've Been Loving You Too Long e le voci salivano alte: John, Paul, Ringo e George, James e Otis cantavano per noi, e noi ascoltavamo i loro sentimenti...


Ti amo con tutto il mio cuore
E non posso smettere ora
Please, please…
please no

 
postato da: aliceydulcinea alle ore 00:13 | link | commenti (20)
categorie: ricordi, schizzi fiorentini
giovedì, 09 aprile 2009

Schizzi fiorentini, piazza del Carmine





                                 The Shadows, Albatross      
                      

Il treno si inseriva piano sui binari terminali della stazione, nell'ombra conquistata dal nostro arrivare scendevamo felici per riappropriarci della giovinezza, giocavamo ad esser grandi, giovani uomini e donne alle prese con impegni, affetti e gelosie. Nell’assolato pomeriggio di giugno l’aria sembrava stagnare e la calura delle pietre del selciato risaliva verso le gambe e poi su, al cuore ed alla testa. Le nostre cartelle, piene di carte svolazzanti attiravano gli sguardi curiosi dei passanti; ogni urto lasciava sfuggire un foglio colmo di angeli barocchi, di capitelli, di scorci improvvisati di case e chiese.
Marciapiedi sconnessi tra san Jacopo e il Pitti, la piccola osteria nello sdrucciolo de’ Pitti, menù fisso, bicchiere di rosso sul bianco e blu delle tovaglie stinte. E poi di nuovo per borgo Santo Spirito con la testa tra le nuvole inciampando ogni secondo…via santa Monaca, al primo piano di un numero che non ricordo più. Portone sconnesso, scalino consumato, scale strette ed il ragazzo dagli occhi d’oro: Joseph nel piccolo androne, Joseph teneri baci, Joseph dolce ritratto in cui il mio viso di ragazza si perdeva. Il Nencini si mostrava alla sua porta per sbeffeggiare il nostro amoreggiare, ci guardava e sorrideva, intascando quegli spiccioli d’amore, minuti rubati, attimi brevi che regalavano sorrisi. E poi…nel sole! Passi lenti, uno dopo l’altro sull’asse d’equilibrio del grigio marciapiede, indolenti nel nostro andare per non raggiungere la mèta. Il Carmine, alto muro di recinzione, palazzo austero ma non troppo, un ampio portone che cigolava al pigro schiudersi regolato da un custode singolare…Dummì per noi, suor Domenico per il convento, Dummì con i suoi anni e i tanti acciacchi, Dummì col suo muoversi lento che tollerava i baci, ancora e ancora. Scale di corsa, scale affannate, odore di bucato e di vernice ripassata. L’umanità di Elisa, la generosa insicurezza di Antonia, i pregiudizi di Luciana e il nostro chiacchierare all’infinito, affacciate sul verde oceano del giardino di magnolie.
Al mattino, il Carmine ci accoglieva silenzioso, entravamo furtive per vedere, rivedere ed ancora osservare quella donna e quell’uomo che colmi di dolore gridano i loro affanni, urlano la loro rabbia. Noi pativamo con loro e i nostri sguardi seguivano quelle stanche e grevi nudità, quasi a voler accarezzare la loro rabbia, a rimediar lo sbaglio del Creatore, a ringraziare un uomo che nel far pittura aveva tanto amato. Tommaso dallo sguardo iroso, Maso testardo, Masaccio trascurato con i calzari sporchi per via del Leone, via del Drago d’oro, via dei Cardatori, via dell’Orto...vie dei nostri sogni ed emozioni.
 

 

 

postato da: aliceydulcinea alle ore 03:04 | link | commenti (23)
categorie: ricordi, schizzi fiorentini
martedì, 24 marzo 2009

Disfatta armonia





        Aires Tango, Caffè Roma, Origenes   
        

 
Note svogliate
in passeggeri ritmi amplificati
di  disfatta armonia 
Frammenti da congiungere
dove ramifica il mio umore

Amore
distesa oscura
che accoglie ogni timore
nel vuoto della notte
 
Distratta nota dal profondo
che rimane
nel trascorrere del tempo
 
Ignorata bellezza
pigra ed indolente farsa
abbracciata al senso d’amore


*
*
*





Ringrazio Salvatore per ben due volte, la prima per avermi sorpreso con il suo dono e la seconda per aver condiviso amicizia, rispetto e stima.
Alice
postato da: aliceydulcinea alle ore 19:52 | link | commenti (32)
categorie: discordanze, origenes
giovedì, 12 marzo 2009

Oltre le stelle


                              Celtic Woman, Vivaldi's_Rain                     
 


Accordo
  anonime parole
Ingenuamente ammiro
 quel corpo vagabondo
 
Combinazione nuova
di trasparenze e inganni
 Approccio di colori
consumati
dal racconto

 Insostenibile riflesso
  di meraviglie superate
 Resta solo il ricordo di un’impronta
 sgualcito calore
del crepuscolo l’alcova.
 
Oltre le stelle
regolo la vela...
postato da: aliceydulcinea alle ore 19:50 | link | commenti (38)
categorie: emozioni, essere donna
domenica, 01 marzo 2009

Angels


       Nightwish,  Angels Fall First  
  


Parole che affrettano il passo
gocce di pianto
cavalcano la strada
 
Parole vuote
indifferenti al mondo
abbandonate a negare
utopie vagabonde
 
Respiro libero
lontano si perde
Dimenticato oceano
di delusioni e sconfitte
attende solitudine
 
Felicità negata
smarrita come un sogno
in un furioso ieri
crepuscolo
dei miei vent’anni.
 
Si adagia il corpo
e lentamente
si consuma
postato da: aliceydulcinea alle ore 02:37 | link | commenti (31)
categorie: angels, solitudine
domenica, 15 febbraio 2009

Notturno...dedicato a Nina

Nina Simone, Black Is The Color Of My True Loves Hair


Smarrito
spazio indolente
respinge l’istanza
di false passioni
 
Ingenui commedianti
ombre instabili
dietro uno schermo
Narrano
 
Cronaca muta
liberamente tratta
da pagine sciupate
disperse dalla vita
 
Parole consumate
infilate di corsa
sul filo teso tra due rive
Spinte dal desiderio
di arrivare
 dove attraccano i ricordi
 
Solitario dialogo d’affetti
affaticato sguardo
Rivela
 
Paure e desideri
abbandonano il tempo
 
*
*
*
 
 
 
Dato per l'impegno a trasmettere valori culturali
etici letterali umani e personali
Ho ricevuto il premio da
e
*
Ringrazio vivamente
Il mio piccolo spazio non è che un frammento di suoni, colori e parole nell'oceano della blogsfera dove viaggiano innumerevoli bottiglie che custodiscono messaggi...brevi note che approdano in attesa di essere raccolte e condivise.
*
Il regolamento chiede di
- accettare...(non si è obbligati)
- visualizzare il logo del premio - linkare i blog che premiano
- premiare altri 15 blog meritevoli
Ho il piacere di segnalare
postato da: aliceydulcinea alle ore 01:33 | link | commenti (41)
categorie: anima, notturni, nina simone
domenica, 08 febbraio 2009

d'odio e di donna


      d'ODIO e

                  di      DONNA

                                   Yngwie Malmsteen,  Black Star 


di  
DONNA  e
                   d'ODIO

postato da: aliceydulcinea alle ore 02:29 | link | commenti (20)
categorie: violenza, essere donna